Non c’è un copione: in questa terapia di gruppo ognuno recita se stesso. Per sciogliere i propri nodi interiori. Un esperto ti spiega come funziona.

Un palcoscenico, una balconata e un uditorio. Qualche elemento d’arredo. Benvenuti in un teatro di psicodramma. Ma non immaginarti copioni da imparare a memoria o lezioni di dizione. Perché qui nessuno recita, se non se stesso. I protagonisti non sono attori, bensì pazienti. E il regista non è un direttore, ma uno psicoterapeuta. Per l’esattezza, uno psicodrammatista.

Questo metodo, ideato a Vienna negli Anni Venti da Jacob Levi Moreno, è arrivato a noi passando prima dagli Stati Uniti solo una cinquantina di anni fa. E ora un libro appena uscito, Lo psicodramma – Un’esperienza forte quanto la vita di Corinne Gal, ne ripercorre la storia  e le tecniche utilizzate per curare i dolori dell’anima.

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