Anche le diete dimagranti hanno i loro i loro trend e mode. L’ultima in ordine di tendenza è la “dieta della camminata”, che si basa su un principio semplice: camminare fa bene. E fin qua, nulla da dire, anzi. Ma camminare come? E, soprattutto, fa veramente perdere quel chilo in più? Sì, se si seguono poche e semplici regole base.

A dirlo sono infatti Sara Cordara e Laura Avalle, autrici del libro La dieta della Camminata: le esperte nutrizioniste hanno infatti elaborato un piano alimentare affiancato da una camminata di 30 minuti per due-tre giorni alla settimana per poi aumentare arrivando fino a un’ora anche 5 giorni. Si chiama fitwalking, ovvero camminata veloce e con la pratica, si possono raggiungere i 6-7 km/h e in mezzora coprire all’incirca 3 chilometri.

Niente controindicazioni, quindi, come spiegano le due esperte, questo tipo di camminata non solo stimola il metabolismo a bruciare più grassi ma anche l’apparato cardiovascolare e il sistema articolare, oltre a liberare la mente e ossigenare il cervello.

Ma camminare soltanto basta veramente? Non sempre, per questo le due nutrizioniste hanno affiancato anche un regime alimentare da seguire che inizia con una fase detox di tre giorni e che non prevede l’assunzione di carboidrati così da non sovraccaricare fegato e reni. Successivamente, si passa alla fase rieducativa di 7 giorni in cui si introducono alimenti più complessi come uova, latte e derivati, cereali e legumi. Infine, il consolidamento e il mantenimento.