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Corso n. 282702 accreditato per 12 crediti

Psicofarmaci: efficacia, sicurezza e corretta gestione Ed.2020

  • Obiettivo Formativo: 25
  • Durata in ore: 12
  • Erogazione corso: Online
  • Data inizio: 15/01/2020
  • Da fruire entro: 31/12/2020
  • Destinatari: Farmacisti, Medici tutti

109,80 54,90

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Destinatario del corso
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Descrizione

Lo scopo del corso è affrontare uno studio critico sull'efficacia e sicurezza degli psicofarmaci presenti in commercio. Il trattamento dei disturbi psichici è basato sull'utilizzo di psicofarmaci all'interno di un piano terapeutico che prevede l’uso di diversi approcci anche non farmacologici. Oggi si assiste ad una sempre più crescente prescrizione per affrontare sia il più lieve disagio sia quadri clinici importanti. Per ogni disturbo è necessario individuare la giusta terapia, riconoscere quando e se i farmaci sono risolutivi e in quali situazioni è necessaria un’attenta valutazione del rischio/beneficio.

Vantaggi

Il farmacista si trova spesso ad affiancare le diverse figure sanitarie e non, dallo psichiatra, neurologo, psicoterapeuta al care giver, nella cura dei pazienti psicotici. Il corso pone l’attenzione sulla corretta gestione dello psicofarmaco nelle diverse patologie al fine di garantire una maggiore compliance alla terapia per migliorare la condizione mentale e le relazioni sociali del paziente.

Il corso

  1. Ansia e depressione oltre i luoghi comuni
    1. Considerazioni generali e basi biologiche dell'ansia e della depressione. Sarà illustrato l’attuale trattamento farmacologico nei disturbi di ansia e depressione (classificazione, meccanismo d’azione, metabolismo). Sarà tratta l’ansia e depressione nell'invecchiamento e nel paziente oncologico. L’insorgenza di stati ansioso-depressivi nella donna è collegata a periodi particolari della sua vita come: impatto degli stati di ansia e depressione nella donna in gestazione sul bambino, terapia antidepressiva per la prevenzione della depressione post partum, utilizzo di antidepressivi in gravidanza: rischio di patologie nella madre e nel neonato.
  2. I farmaci per la schizofrenia nel 2020
    1. La schizofrenia e il paziente affetto da questo grave disturbo psichico cronico. Saranno trattate le basi neurobiologiche e i presupposti per l'intervento farmacologico mettendo in evidenza i farmaci antipsicotici utilizzati oggi.
  3. Le demenze: sono stati fatti passi avanti?
    1. Le forme di demenza sono diverse pur se la malattia di Alzheimer è la più frequente. È importante una corretta diagnosi poiché la disponibilità di terapie specifiche approvate è limitata alla demenza di Alzheimer. Le ricerche sulle basi neurochimiche e neurobiologiche della malattia hanno dato gli spunti fondamentali, in passato, per il disegno e la realizzazione dei farmaci che sono attualmente impiegati per il trattamento della demenza di Alzheimer basati sulla inibizione dell'enzima acetilcolinesterasi o l'antagonismo della trasmissione glutamatergica. Le stesse ricerche stanno continuamente evolvendo sia sui meccanismi della malattia sia sulle possibilità di intervenire farmacologicamente. Così si è assistito all'evoluzione del ruolo di beta amiloide e tau e nell'evoluzione stessa delle strategie di intervento su questi bersagli, a partire dal "vaccino" fino a complesse strategie combinate in fase di sperimentazione clinica.
  4. I disturbi comportamentali nel paziente demente: un puzzle terapeutico
    1. Nel paziente affetto da demenza spesso si manifestano anche disturbi del comportamento che spesso diventano causa di disagio per la famiglia e motivo di richiesta di istituzionalizzazione. Tali disturbi possono consistere in manifestazione di sintomi psicotici, apatia, agitazione, ecc. Il trattamento di questo tipo di disturbi dovrebbe essere prevalentemente non farmacologico, tuttavia questo non è sempre possibile, per cui si ricorre a farmaci di varie categorie, tra cui gli antipsicotici il cui uso è molto controverso per via degli effetti collaterali in questa popolazione di pazienti fragili. Il modulo offre una panoramica di questi aspetti e dei trattamenti e delle cautele da adottare in modo di permettere al farmacista di poter orientare e aiutare i caregiver di questi pazienti complessi.
  5. Esistono i farmaci che aumentano le prestazioni mentali?
    1. Ogni aspetto della vita e del comportamento è strettamente associato e guidato dalla memoria delle esperienze passate: la memoria rappresenta lo strumento che consente di conservare nel tempo traccia delle conoscenze apprese e quindi di adattarsi continuamente all'ambiente. Lontano dall'essere una singola facoltà mentale, governata da semplici processi e regole, la memoria può essere suddivisa in forme o sistemi diversi, ciascuno con caratteristiche e aspetti distinti e complessi. Il desiderio di poter migliorare le proprie prestazioni mentali, tra cui la memoria, è uno dei miti cari all'uomo e ancora attuale, considerando il fatto che dobbiamo far fronte a una società sempre più competitiva ed esigente. Da qui potrebbe nascere in futuro la richiesta di intervenire terapeuticamente su soggetti sani per creare cervelli migliori e più competitivi. Tuttavia, qualora si decida di disegnare farmaci che aumentino le capacità cognitive, i cosiddetti cognitive-enhancing drugs, la ricerca in campo neurofarmacologico dovrà certamente tenere in considerazione che si potrebbero alterare equilibri delicati esistenti all'interno dei sistemi biochimici cerebrali, con effetti collaterali o risultati inattesi.
  6. Integratori e cervello tra prestazioni e patologia
    1. Le cellule del cervello sono particolarmente vulnerabili ai danni ossidativi dovuti ai radicali liberi. Alcune sostanze antiossidanti sono importanti per la prevenzione dell’invecchiamento cerebrale. In particolare, per il cervello, le vitamine, i sali minerali e i flavonoidi sono preziosi per un buon funzionamento. Normalmente una corretta alimentazione è sufficiente a garantire uno stato di buona salute e benessere psicofisico, quando ciò non fosse sufficiente si rende necessario integrare l’alimentazione con cibi antiossidanti, flavonoidi, vitamine del gruppo B, fosfatidilserina, oligoelementi, come rame, manganese, cobalto ma anche la cosiddetta triade rame-oro-argento, e diversi derivati naturali quali ad esempio, ginseng e guaranà. Il modulo descrive le diverse categorie di sostanze in grado di sostenere la funzionalità del sistema nervoso.
Responsabili scientifici: Prof. Stefano Govoni, Prof.ssa Annalisa Barbieri

RAZIONALE SCIENTIFICO

L’azione degli psicofarmaci è quella di ristabilire un equilibrio dove un processo patologico ha prodotto un danno ripristinando le condizioni preesistenti alla patologia, quando questo non è possibile il farmaco deve poter almeno correggere i sintomi più disturbanti. Si rende necessario conoscere meccanismo d’azione, efficacia e sicurezza dei diversi principi attivi nelle diverse patologie. Il corso tratterà le categorie farmacologiche utilizzate nell'ambito di ansia e depressione, psicosi, demenza, BPSD. Sarà posta l’attenzione anche a farmaci attivi sulla memoria e al ruolo degli integratori nelle diverse patologie mentali.

Curriculum vitae

Alessia Pascale

Ricercatore Università di Pavia. Professore aggregato di farmacologia e biologia- Facoltà di Farmacia-Università di Pavia. Studiosa di neurofarmacologia è autrice di oltre 50 pubblicazioni su riviste indicizzate, alcune dedicate a ricerche su patologie oculari, di 76 comunicazioni a congressi e di capitoli di libri.

Annalisa Barbieri

Ricercatore Confermato, Professore Aggregato di Farmacologia; Dipartimento Scienze del farmaco, sezione di Farmacologia, Università degli Studi di Pavia.

Cristina Lanni

Laurea in Scienze Biologiche, specializzazione in Farmacologia Applicata, Dottorato Internazionale di ricerca in Scienze Biomolecolari e Biotecnologie. Ricercatore universitario di ruolo presso il Dipartimento di Farmacologia Sperimentale ed Applicata, facoltà di Farmacia - Università degli Studi di Pavia.

Marco Racchi

Professore Associato di Farmacologia-Università di Pavia; studioso dei meccanismi patogenetici della malattia di Alzheimer, in particolar dei meccanismi di neurotossicita’ del peptide beta amiloide e delle strategie di intervento correlate. Autore di numerose pubblicazioni su riviste indicizzate.

Stefano Govoni

Prof. Ordinario di Farmacologia Facoltà di Farmacia Univ. di Pavia. Già Direttore Dipartimento di Farmacologia Sperimentale ed Applicata della Facoltà di Farmacia, Univ. di Pavia (Oggi Dipartimento di Scienze del Farmaco – Sezione di Farmacologia). Presidente del Nucleo di Valutazione dell'Università di Pavia. Membro: Società Italiana di Farmacologia; Società Italiana di Neuropsicofarmacologia; Associazione Italiana di Psicogeriatria; Società Americana di Neuroscienze. Presidente del Comitato di Bioetica dell'IRCCS San Matteo di Pavia. Studioso dei meccanismi patogenetici molecolari della malattia di Alzheimer. Autore di circa 300 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali indicizzate.

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