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Le medicine complementari, la visione bilanciata

  • Obiettivo Formativo: 19
  • Durata in ore: 15
  • Erogazione corso: Online
  • Data inizio: 15/01/2020
  • Da fruire entro: 31/12/2020
  • Destinatari: Farmacisti

122,00

Destinatario del corso
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Offerte

Vantaggi

PIANO FORMATIVO ECM 2020: i moduli sono pubblicati progressivamente sulla rivista "Farmacia News" e contestualmente fruibili online. È necessario conoscere le caratteristiche delle medicine complementari perché medicina complementare e medicina tradizionale possano convivere per fornire ai pazienti una terapia completa attenta anche a una richiesta di salute che integra aspetti culturali ed emotivi del tutto personali e un bisogno sanitario oggettivo. Il corso si pone l’obiettivo di formare in modo preciso, dettagliato, documentato il farmacista, l’operatore sanitario in generale, perché possa rispondere in modo consapevole a chi vuole avvicinarsi a queste discipline. I partecipanti potranno acquisire un background culturale in grado di assistere i medici e pazienti che applicano medicine complementari, discutere le implicazioni e la pertinenza delle terapie utilizzate valutando l’efficacia e i limiti dei trattamenti.
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Il corso

    • Modulo didattico 1 - Le medicine complementari: definizioni e meccanismi

      Autore: Stefano Govoni. Le medicine complementari comprendono molti ambiti diversi per cui è utile fornire qualche definizione generale che distingua, per esempio, i principi dichiarati dell’omeopatia rispetto a quelli di terapie basate sull'uso di funghi medicinali o sull'agopuntura. La discussione alla base dei meccanismi degli effetti terapeutici, quando presenti, è rilevante e complessa. In alcuni casi, per esempio quando l’intervento complementare è basato su prodotti naturali, è possibile disegnare percorsi di ricerca mirati ad individuare i principi attivi. In alcuni casi è stato possibile individuare meccanismi alla base di particolari stimolazioni fisiche, come nell'agopuntura. In altri si è invece più lontani dallo sviluppo di un razionale adeguato alla ricerca e alla ricerca clinica. Anche avendo in mente alcuni degli studi più avanzati sull'effetto placebo è indubbio che qualsiasi intervento inteso o percepito come terapeutico possa avere dei correlati biologici, si tratta di stabilire la specificità verso una data condizione medica. In questo contesto, evitando posizioni precostituite, il significato clinico dell’efficacia dell’intervento proposto, secondo metodologie accettate dalla comunità scientifica, dovrebbe costituire il primo passo fondamentale al quale far seguire lo studio sistematico dei meccanismi e delle possibilità applicative in modo simile a quanto si è iniziato a fare nel mondo degli integratori. Accanto a questi aspetti vanno ricordati quelli etici, commerciali e il mondo della comunicazione e dell’attendibilità delle fonti di informazione che ad essi si intrecciano.
    • Modulo didattico 2 - Oncologia e CAM: il ruolo attivo del Farmacista Ospedaliero

      Autore: Emanuela Omodeo Salè. Negli ultimi decenni l’utilizzo della medicina complementare e alternativa (CAM, Complementary and Alternative Medicine) da parte dei pazienti oncologici è aumentato in maniera esponenziale: secondo alcune stime almeno la metà di essi si avvale di queste terapie prima e durante il trattamento antitumorale. Con Medicina Complementare e Alternativa si intendono i prodotti e le pratiche che non fanno parte della terapia medica standard. Non esiste una chiara distinzione tra trattamenti alternativi e trattamenti complementari poiché, in base all'uso, una determinata terapia può avere l’uno o l’altro intento. Il ricorso alle CAM da parte di un soggetto con diagnosi di tumore può essere considerato un tentativo di migliorare la prognosi della malattia o di alleviare gli effetti secondari del trattamento oncologico; nelle intenzioni, vi è spesso la ricerca di metodi ritenuti “naturali e olistici” che presentino minori effetti collaterali rispetto ai trattamenti tradizionali. La credenza comune che l’utilizzo di CAM sia sicuro e non nocivo per la salute fa sì che i medici, nella maggior parte dei casi, non vengano informati della loro assunzione da parte del paziente. L’uso di tali trattamenti può, quindi, esporre il paziente a un ampio spettro di rischi che va dal ritardo nell'accedere ai trattamenti ufficiali, alle tossicità sia dirette sia risultanti dall'interazione con le terapie convenzionali. È compito, dunque, di tutti gli operatori sanitari indagare l’eventuale utilizzo di CAM da parte del paziente e diffondere una corretta informazione sul tema al fine di indirizzare verso un utilizzo consapevole e sicuro di queste terapie.
    • Modulo didattico 3 - Asma e medicinali omeopatici: un’opportunità di terapia integrata

      Autore: Edoardo Felisi. Definizione e meccanismi eziopatogenetici; Note di epidemiologia; Panoramica sulla terapia convenzionale dell’asma; La metodologia omeopatica; Il medicinale omeopatico; Il ruolo dei medicinali omeopatici nella terapia di fondo dell’asma; I medicinali omeopatici più frequentemente prescritti; Alcuni esempi di schemi di terapia integrata dell’asma; Conclusioni.
    • Modulo didattico 4 - Effetti collaterali delle medicine complementari

      Autori: Stefano Govoni, Annalisa Barbieri. Il titolo sembra in contraddizione con alcune linee di pensiero secondo le quali le medicine complementari sono per lo più fondate sull'impiego di manovre e molecole che rispettano la fisiologia dell’organismo e che sono generalmente prive di effetti collaterali. Vanno fatte alcune considerazioni. Anzitutto, se si estende la definizione di effetto collaterale alla mancanza di effetto terapeutico per la condizione che si voleva trattare, come fanno alcune legislazioni, tutti quei casi nei quali la medicina complementare non ha sortito l’effetto desiderato possono essere considerati effetti collaterali. Andando oltre la possibile polemica, vi è anche un mondo di frodi, soprattutto nel caso di prodotti venduti tramite internet o acquistati in occasione di viaggi in paesi di altre tradizioni culturali. La letteratura scientifica riporta molti casi di questo tipo, in cui un preparato, presentato come realizzato secondo i canoni di una certa medicina tradizionale abbia prodotto effetti collaterali a causa dell’aggiunta di veri e propri farmaci a dosi non banali. Inoltre, anche sostanze altrimenti ben tollerate possono interagire con gli altri farmaci presi dai pazienti, per esempio attraverso un’interferenza metabolica. Il settore nel quale sono stati fatti maggiori avanzamenti teorici è quello degli integratori e l’esempio potrà essere trasferibile anche ad altre situazioni.
    • Modulo didattico 5 - Funghi medicinali, la nuova frontiera del benessere

      Autore: Stefania Preda. Utilizzati da millenni nelle medicine tradizionali orientali come rimedi per numerosi disturbi e malattie, i funghi, organismi viventi che costituiscono un Regno a sé stante, stanno acquisendo un ruolo sempre più di rilievo nel panorama salutistico terapeutico occidentale grazie alle loro interessanti attività biologiche, da quelle immunostimolanti a quelle antitumorali. Ai loro componenti bioattivi si devono in particolare, gli effetti immunomodulanti oltre che la capacità di abbassare i livelli di colesterolo e la pressione arteriosa contribuendo a migliorare il benessere generale dei pazienti. In questo contesto, il ruolo della micoterapia in campo farmacologico sta suscitando sempre più interesse, al punto tale che la presenza di molti studi in vitro ha già dimostrato attività farmacologiche antibatteriche e antivirali. Ulteriori studi preclinici di tossicologia e farmacologia, seguiti da studi clinici ben pianificati, consentiranno di confermare l’enorme potenziale applicativo dei funghi medicinali rendendo la micoterapia una disciplina destinata in futuro ad assumere un ruolo molto importante sia nella medicina personalizzata sia come trattamento adiuvante in malattie gravi come il cancro.
Responsabili Scientifici: Stefano Govoni e Annalisa Barbieri

RAZIONALE SCIENTIFICO

La popolazione che utilizza le medicine complementari è in aumento, tanto che tali pratiche sono in costante sviluppo. Sono metodi di cura che non si basano sui principi della medicina tradizionale, considerano l’individuo nella sua completezza di corpo e spirito e la natura “filosofica” dello stato di salute e malattia. la patologia viene esaminata a partire dalla causa scatenante, che non riconosce necessariamente meccanismi biologici, valutando successivamente il sintomo e l’approccio terapeutico adatto a ristabilire salute, cioè uno stato di equilibrio dell’organismo in quanto la malattia è il frutto di un disequilibrio. Risulta quindi importante conoscere come tali medicine intervengono sulle diverse patologie, quando e come possono essere utilizzate per contribuire a raggiungere un successo terapeutico in campi diversi come l’oncologia e le malattie dell’apparato respiratorio dove risultano essere, nei fatti, di maggiore impiego. I responsabili scientifici, da “farmacologi allopatici”, si riservano di esprimere un parere, in un breve occhiello, sui diversi interventi.

Curriculum vitae

Annalisa Barbieri

Ricercatore Confermato, Professore Aggregato di Farmacologia; Dipartimento Scienze del farmaco, sezione di Farmacologia, Università degli Studi di Pavia.

Edoardo Felisi

Laurea in Medicina e Chirurgia UNIMI. Specializzazione in Malattie dell’apparato respiratorio UNIMI. Specializzazione in Anestesia e rianimazione UNIMI, corso di Omeopatia CISDO. Docente al Master di II livello in Prodotti Nutraceutici della Facoltà di Farmacia UNIPV. Docente al Seminario di Medicinali omeopatici, Facoltà di Farmacia UNIPV. Autore di pubblicazioni scientifiche e divulgative. Relatore e moderatore.

Emanuela Omodeo Salè

Direttore Farmacia. IEO, Istituto Europeo di Oncologia.

Stefania Preda

Dipartimento Scienze del Farmaco - Sezione Farmacologia - Università degli Studi di Pavia.

Stefano Govoni

Prof. Ordinario di Farmacologia Facoltà di Farmacia Univ. di Pavia. Già Direttore Dipartimento di Farmacologia Sperimentale ed Applicata della Facoltà di Farmacia, Univ. di Pavia (Oggi Dipartimento di Scienze del Farmaco – Sezione di Farmacologia). Presidente del Nucleo di Valutazione dell'Università di Pavia. Membro: Società Italiana di Farmacologia; Società Italiana di Neuropsicofarmacologia; Associazione Italiana di Psicogeriatria; Società Americana di Neuroscienze. Presidente del Comitato di Bioetica dell'IRCCS San Matteo di Pavia. Studioso dei meccanismi patogenetici molecolari della malattia di Alzheimer. Autore di circa 300 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali indicizzate.

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