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Corso n. 311027 accreditato per 21.6 crediti

Farmaci e fake news ai tempi del covid 19

129,00

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Vantaggi

PIANO FORMATIVO ECM 2021

I moduli sono pubblicati progressivamente sulla rivista "Farmacia News" e contestualmente fruibili online.

OBIETTIVI FORMATIVI

La formazione del personale sanitario, nella figura del medico, infermiere, farmacista, ha un ruolo primario nel migliorare la conoscenza e nell’apprendere nuove informazioni sulla gestione del paziente. La giusta informazione è un elemento essenziale per la promozione della salute, della prevenzione e della aderenza alla terapia in caso di patologia.

Nei periodi di emergenza sanitaria come quello attualmente in corso, la popolazione cerca informazione a 360° ma disinformazione e informazioni francamente errate sono ampiamente presenti, soprattutto sul web e sui social network; se riconoscerle non sempre è facile, è bene fare chiarezza perché i soggetti non si lascino influenzare negativamente.

Se è chiaramente raccomandabile la consultazione dei siti delle istituzioni sanitarie nazionali come l’Istituto Superiore di Sanità, il Ministero della Salute e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) è anche vero che, soprattutto durante i giorni di isolamento casalingo, il modo più diffuso per tenersi informati e rimanere in contatto con il mondo è stato l’utilizzo di social e chat. Proprio l'OMS ha definito ''infodemia'' la circolazione di una quantità eccessiva di informazioni, che rendono difficile orientarsi su un determinato argomento per la difficoltà di individuare fonti affidabili.

Il corso si propone di arginare la diffusione di notizie false e persino pericolose circolate recentemente, di far luce sui diversi aspetti medico/scientifici in modo che il personale sanitario, e il farmacista in particolare, possa far fronte alla richiesta di informazione in modo competente.

VANTAGGI

La maggior parte delle volte la cattiva informazione è causata da un modo impreciso e superficiale di interpretare gli articoli scientifici riguardanti lo studio di patologie, farmaci e terapie. Può infatti capitare che vengano forniti riassunti costruiti da parole semplici e accattivanti, di forte impatto sociale, ma fondamentalmente sbagliate.

Alla luce della situazione contingente, nel presente corso saranno presi in considerazione tutti gli aspetti che riguardano la conoscenza, la terapia e la gestione economico-sociale di una nuova patologia virale, anche riconoscendo i consigli sbagliati, i rimedi fai da te, le raccomandazioni che potrebbero peggiorare la situazione.

Il corso

Modulo didattico 1 - LA COMUNICAZIONE SCIENTIFICA DURANTE L’EPIDEMIA DA COVID-19

La comunicazione scientifica si alimenta di numerosissimi canali e fonti. Nel caso della pandemia da coronavirus le fonti si sono moltiplicate e hanno compreso spesso anche voci distanti dal mondo della scienza con informazioni talora infondate.

L’articolo vuole fare ordine sulle fonti e aiutare il professionista farmacista ad acquisire gli elementi anche utili alla costruzione di un’informazione scientifica indipendente attraverso la selezione delle fonti e la consapevolezza della possibilità di letture e rianalisi personali. Si pensi, quale esempio, alla difficoltà di comunicazione degli esiti dei tamponi giornalieri all’inizio trasmessi dai media senza un chiaro riferimento al numero dei positivi rispetto ai test eseguiti, dati peraltro presenti nelle comunicazioni dell’autorità sanitaria.

Ci sono anche alcuni aspetti di carattere generale ancora poco conosciuti anche al mondo dei professionisti se non ricercatori. Le principali testate mediche internazionali, riviste famose come JAMA (la rivista dell’associazione dei medici statunitensi). Il New England Journal of Medicine (di Boston), Lancet e British Medical Journal (entrambi inglesi) hanno reso praticamente tutte le ricerche pubblicate su COVID-19 disponibili a tutti senza obbligo di abbonamento, una risorsa incredibile! Quanti professionisti lo sapevano? Quanti ne hanno usufruito?

Il nodo dell’informazione sarà cruciale anche nel momento in cui sarà disponibile il vaccino per sfruttarne a pieno il potenziale. Infine, da ricordare che le società scientifiche e alcuni organi istituzionali sono in posizione privilegiata per osservare il fenomeno e derivarne linee guida per la popolazione e gruppi di professionisti.

Modulo didattico 2 - I VACCINI, I RUMORS E LO SVILUPPO TUMULTUOSO E RAPIDO, COME GOVERNARE E COMUNICARE I TEMPI DI SVILUPPO DI UN NUOVO FARMACO

Il modulo didattico analizza le varie possibilità di sviluppare vaccini contro Covid-19 e fa un punto sulle fasi di sviluppo al momento della stesura del manoscritto. Si tratta di un ambito complesso, perché accanto ai vaccini tradizionali basati su virus inattivati o incompleti sono in atto studi su nuove modalità compresi i vaccini a DNA tramite vettori adenovirali e a RNA. Sono differenze importanti da spiegare. Le fasi ad oggi completate per le molecole più avanzate permettono solo di dare una risposta se viene o meno sviluppata una risposta immunitaria, ma non ancora se questa sarà sufficiente a garantire protezione e per quanto a lungo. Il problema della “corsa” al vaccino si interseca anche con quello di adeguati studi di safety e di meditate decisioni regolatorie. Tutto questo deve essere spiegato perché da questi aspetti dipendono anche i tempi di sviluppo e di autorizzazione dei vaccini in sviluppo.

Da ultimo il problema sulla scelta delle priorità vaccinali (per es.: chi vaccino per primo: giovani o vecchi?). Non è possibile dare una risposta, che è intersecata con problemi di tipo epidemiologico e sociale e in questo momento dipende da troppe variabili, ma bisogna almeno essere consapevoli dell’esistenza del problema.

Modulo didattico 3 - LE NOTIZIE ALLARMANTI E DEVIANTI SUI FARMACI CHE PEGGIORANO

Il virus SARS-CoV-2 entra nelle cellule dell’organismo attraverso i recettori ACE-2. Pertanto, è stata oggetto di discussione la presunta interferenza tra virus e farmaci quali gli ACE-inibitori o i sartani.

Al riguardo è infatti stato ipotizzato che tali farmaci, attraverso l’ iperespressione dei recettori ACE-2, ubiquitari ma molto abbondanti a livello polmonare e cardiaco, potrebbero favorire la replicazione o comunque la patogenicità virale. In letteratura sono presenti pareri discordanti e non esistono evidenze dirette a supporto di questo timore. Non solo gli antipertensivi citati ma anche la somministrazione di ibuprofene e altri FANS è stata oggetto di attenzione perché ritenuta responsabile di un peggioramento dei pazienti con COVID-19.

Il modulo raccoglie le informazioni disponibili in letteratura utili a chiarire i dubbi circa l’impiego di farmaci che potrebbero interferire negativamente nei pazienti affetti da coronavirus.

Modulo didattico 4 - LE NOTIZIE CHE HANNO ACCESO FALSE SPERANZE SU MOLTI FARMACI

In assenza di terapie di provata efficacia per COVID-19 ma nel tentativo di contrastare la patologia sono stati impiegati in via sperimentale diversi farmaci quali clorochina e idrossiclorochina, azitromicina e alcuni antivirali. Il razionale all’utilizzo si è basato su osservazioni derivate da studi condotti in vitro, dove tali farmaci inibiscono la replicazione di SARS-CoV-2, il virus responsabile.

Clorochina e idrossiclorochina sono antimalarici storici usati da tempo anche nella terapia di sindromi autoimmuni come l'artrite reumatoide, il lupus eritematoso e la sindrome di Sjogren. I medici che ne fanno uso tendono a descriverne effetti positivi, tuttavia, le sperimentazioni hanno dato risultati contrastanti. Recentemente, in diversi protocolli l’idrossiclorochina è stata impiegata associazione con l’azitromicina. L’azitromicina non è un antivirale e non ha un’azione diretta contro i virus ma il suo impiego nella cura dei pazienti con infezione da coronavirus è giustificato dal fatto che possiede attività antinfiammatoria e immunomodulatrice e previene le sovrainfezioni batteriche, è infatti un antibiotico della classe dei macrolidi. Alcuni antivirali come Lopinavir e Ritonavir già in uso contro HIV, dopo le prime somministrazioni, hanno dimostrato che nello stadio avanzato della malattia, questi farmaci non funzionano.

Un altro antivirale oggetto di studio è stato Remdesivir, messo a punto con scarso successo per l'Ebola ma efficace, nei modelli animali, contro il virus causa della SARS e della MERS, virus simili a SARS-CoV-2. La falsa speranza nasce dal fatto che i dati finora disponibili nelle pubblicazioni scientifiche non documentano l’efficacia di queste terapie, anzi, al contrario, ci sono segnali di un possibile rischio.

Nel modulo saranno trattate le diverse terapie sperimentate mettendo in risalto lati positivi e negativi.

Modulo didattico 5 - PROSPETTIVE IN TEMA DI SALUTE DOPO IL COVID-19

La pandemia da COVID 19 è destinata ad accompagnare per qualche tempo l’umanità, almeno fino all’introduzione di vaccini efficaci e di un’adeguata immunizzazione a livello planetario. In ogni caso nel mondo e nei diversi paesi ci sono milioni di pazienti che hanno superato l’infezione anche essendo stati ammalati seriamente.

Le indagini fatte sul virus della SARS, su numeri molto piccoli, hanno rivelato come la salute dei pazienti guariti abbia risentito dell’infezione anche ad anni di distanza e sia stata mediamente peggiore. È troppo presto per avere dati di follow up precisi nel caso di COVID-19, ma alcune segnalazioni in letteratura indicano come questa sia una possibilità da considerare seriamente anche nel caso di COVID- 19 a livello polmonare, cardiovascolare e neurologico.

Il modulo prenderà in considerazione questi segnali d’allarme, analizzandone le possibili ricadute in termini di salute, gli interventi possibili in tema di prevenzione, le domande che potranno essere portate dai pazienti (ormai guariti) al farmacista.

Responsabili Scientifici

Stefano Govoni, Professore Ordinario di Farmacologia; Dipartimento Scienze del farmaco, sezione di Farmacologia, Università degli Studi di Pavia.
Annalisa Barbieri, Ricercatore Confermato, Professore Aggregato di Farmacologia; Dipartimento Scienze del farmaco, sezione di Farmacologia, Università degli Studi di Pavia.

RAZIONALE SCIENTIFICO

Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio che si diffonde principalmente attraverso le goccioline generate quando un soggetto infetto tossisce o starnutisce, o attraverso la saliva o le secrezioni dal naso. Abbiamo imparato che per prevenire il contagio è necessario rispettare le misure di distanziamento sociale, indossare la mascherina soprattutto in luoghi chiusi e affollati, lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone o soluzione a base di alcol.

Il coronavirus ha colpito tutta la popolazione, seppure in maniera diversa in base all’età e alle condizioni di salute generale e comorbilità, e pertanto in caso di sintomi dubbi (come febbre, rinite, tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria) è sempre indicato consultare il medico. Non esiste attualmente nessuna terapia utilizzabile in via preventiva, anche se sono in fase di sviluppo numerosi vaccini, e la cura si basa su farmaci antivirali, anticorpi, terapie immunostimolanti, nei casi più gravi la ventilazione assistita, in attesa che sia disponibile, appunto, un vaccino. L’Agenzia italiana del farmaco (AIFA) ha autorizzato diversi studi per la sperimentazione di medicinali per il trattamento di Covid-19 e l’Agenzia europea del Farmaco (EMA) ha comunicato che ci sono farmaci e vaccini in via di sviluppo.

I moduli del corso rendono una fotografia attuale degli aspetti farmacologici, risultati attesi e false speranze, ma anche aspetti economici che ruotano attorno alla pandemia.

Curriculum vitae

Giacomo Matteo Bruno

Farmacista. Dottorando in Economia applicata e management c/o il Dottorato interuniversitario delle Università degli Studi di Bergamo e Università degli Studi di Pavia.

Pietro Grisoli

Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche. Ricercatore confermato (MED/07 Microbiologia e Microbiologia Clinica). Dipartimento di Scienze del Farmaco Facoltà di Farmacia Università degli Studi di Pavia

Annalisa Barbieri

Ricercatore Confermato, Professore Aggregato di Farmacologia; Dipartimento Scienze del farmaco, sezione di Farmacologia, Università degli Studi di Pavia.

Giorgio Lorenzo Colombo

Laureato in economia, specialità Economia Sanitaria. Direttore scientifico di S.A.V.E. Studi Analisi Valutazioni Economiche Srl, società di ricerca e consulenza di economia sanitaria, farmacoeconomia - Health Economics & Outcomes Research

Stefano Govoni

Prof. Ordinario di Farmacologia Facoltà di Farmacia Univ. di Pavia. Già Direttore Dipartimento di Farmacologia Sperimentale ed Applicata della Facoltà di Farmacia, Univ. di Pavia (Oggi Dipartimento di Scienze del Farmaco – Sezione di Farmacologia). Presidente del Nucleo di Valutazione dell'Università di Pavia. Membro: Società Italiana di Farmacologia; Società Italiana di Neuropsicofarmacologia; Associazione Italiana di Psicogeriatria; Società Americana di Neuroscienze. Presidente del Comitato di Bioetica dell'IRCCS San Matteo di Pavia. Studioso dei meccanismi patogenetici molecolari della malattia di Alzheimer. Autore di circa 300 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali indicizzate.

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