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Disturbi del comportamento

36,60

Destinatario del corso
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Descrizione

Obiettivi del corso: Offrire una panoramica degli aspetti eziopatogenetici e clinici più significativi dei disturbi del comportamento. Illustrarne l’iter diagnostico-differenziale ed evidenziare l’approccio terapeutico ottimale. Passare in rassegna gli accertamenti di laboratorio e strumentali più appropriati per la diagnosi, anche attraverso l’esame critico di casi clinici paradigmatici.

Vantaggi

Accrescere le conoscenze sulle caratteristiche cliniche di patologie pediatriche complesse quali il disturbo del comportamento. Impadronirsi di strumenti clinici utili per la diagnostica differenziale.

Il corso

  1. Epigenetica e sviluppo del comportamento
  2. Disturbo del comportamento
  3. Disturbo del comportamento dirompente del controllo degli impulsi e della condotta DCD): forme cliniche
3.1 Disturbo oppositivo provocatorio (DOP) 3.2 Disturbo esplosivo intermittente 3.3 Disturbo della condotta (DC) 3.4 Disturbo di personalità antisociale 3.5 Piromania 3.6 Cleptomania
  1. Diagnosi differenziale
  2. Prevalenza dei disturbi comportamentali
  3. Eziologia e fattori di rischio per disordini comportamentali ed emozionali nel bambino
  4. Neurobiologia
  5. Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività
8.1  Forme cliniche 8.2  Sintomatologia clinica 8.3  Diagnosi 8.4  Ereditarietà e fattori di rischio 8.5  Comorbidità 8.6  Diagnosi differenziale 8.7  Neurobiologia 8.8  Valutazione
  1. Trattamento dei disturbi del comportamento
  2. Conclusioni

RAZIONALE SCIENTIFICO

I disturbi da comportamento dirompente (DCD) (che comprendono il disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività, il disturbo oppositivo e il disturbo della condotta) sono tra i più comuni problemi in età prescolare e scolare. Essi sono generalmente associati con un ridotto funzionamento scolastico, occupazionale e psicosociale. La diagnosi di disturbo del comportamento va sempre posta nel contesto evolutivo. Il disturbo va attentamente differenziato dalla vivacità dei bambini normali, dalle condizioni legate esclusivamente a contesti sociali svantaggiati, ad esperienze traumatiche (abuso, neglect), ad atteggiamenti educativi incongrui e da comportamenti di disattenzione e iperattività associati ad altri disturbi dello sviluppo. In epoca adolescenziale, la maggior parte dei ragazzi che hanno presentato DCD in età infantile, continua a manifestare disturbi attentivi e impulsivi, mentre l’iperattività motoria è ridotta. Lo scarso autocontrollo, le difficoltà di organizzazione e il difettoso utilizzo del tempo risultano in primo piano. Dal punto di vista clinico, assumono maggior rilievo i problemi associati, quali le variazioni rapide di umore e l’abuso di sostanze, il comportamento aggressivo. Per effettuare una diagnosi accurata di disturbo del comportamento è fondamentale associare alla raccolta anamnestica, all’osservazione ed al colloquio clinico con il bambino una accurata valutazione globale del funzionamento cognitivo, emotivo, sociale e adattivo. La raccolta prevede l’utilizzo di una batteria di valutazione psicometrica, l’osservazione clinica ed una raccolta sistematica di informazioni sul comportamento del bambino possibilmente in due contesti di vita (generalmente la famiglia e la scuola) fornite da fonti multiple e diversificate quali genitori, insegnanti, educatori.

Curriculum vitae

Angelo Ravelli

Dipartimento di Pediatria G. de Toni, Università degli Studi di Genova e IRCCS G. Gaslini, Genova.

Annapia Verri

Responsabile Laboratorio Psicologia Cognitivo-Comportamentale IRCCS Fondazione Istituto Neurologico Nazionale C. Mondino, Pavia.

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