Jalâl ad-Dîn Rûmî (Balkh 1207 – Konya 1273) è uno dei più grandi poeti mistici dell’Oriente. Egli conta estimatori e studiosi della sua opera in tutte le religioni. Forse, più ancora che nella santità e nel suo genio-poetico, è nell’universalità il segreto della sua grandezza, perché la sua aspirazione è stata quella di dar voce al richiamo racchiuso in ogni anima. Nel panorama dei santi del sufismo, la sua figura è quella che si presenta con una luce particolare: numerosi hanno cantato in versi la ricerca dell’intimità divina e comune è stato il desiderio ardente dell’Incondizionato; ma nessuno ha raggiunto quell’eco cosmica che lui ha saputo dare, nessuno la vastità del desiderio e dello slancio che risuona nelle sue poesie. Rûmî è il cantore della nostalgia infinita, dell’urgenza dell’Unico, ma la sua voce si riflette e si amplifica nella realtà dell’esterno, nella linfa delle cose, nei moti della natura.