Si potrebbe anche dire: “Chi ben comincia è già a metà dell’opera”. Proverbi a parte, è indubbio che la semina sia un passaggio chiave di qualsiasi coltivazione. Oltre ad una perdita di tempo prezioso, una scarsa o mancata germinazione causa infatti una diminuzione certa dell’entità del raccolto, specie per quelle colture che non hanno capacità di accestimento. Ecco perché, ad esempio tipicamente per il mais, si utilizzano seminatrici cosiddette “di precisione”, in grado cioè di collocare nel terreno i semi a distanze pressoché costanti sulla fila e tra le file, e sempre alla medesima profondità predefinita, con le minime fallanze possibili di natura meccanica. Ma è veramente così? L’efficienza di una seminatrice si evidenzia soprattutto quando le condizioni di campo (specie del terreno) non sono ottimali e operativamente si adottano velocità di avanzamento elevate...
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Negli ultimi anni la movimentazione all’interno dell’allevamento zootecnico ha subito notevoli cambiamenti... »
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